
I Gran Figli di...Cuochi di Marca a Milano per far conoscere una cucina marchigiana giovane e creativa.
E' stato un vero successo. Si sono presentati prima con le immagini di un video, poi a parole ed infine con i piatti. Giovani, simpatici, professionisti attenti, legati alla loro terra, alle tradizioni tramandate dai genitori ma pronti a sfidare il mondo gastronomico con proposte che non sono mai azzardate ma nuove ed entusiasmanti. Sono i giovani chef marchigiani, i "Gran Figli di... Cuochi di Marca" che giovedì 5 febbraio a Milano si sono proposti al grande pubblico ed alla stampa specializzata nel contesto di Identità Golose, il Congresso italiano di cucina d'autore giunto alla sua quinta edizione. Un appuntamento annunciato sin dal loro primo incontro, quello tenuto lo scorso dicembre al Marchese del Grillo di Fabriano, che li ha visti subito soggetti principali di una scena culinaria antica e ricca di tradizioni, come quella marchigiana, con il loro entusiasmo e la forza che chi è giovane mette in tutto quello che fa.
Una serata incredibilmente fatata quella organizzata da Savino Vurchio, Editor della nota rivista Sapori e Piaceri, all'Hotel Interprise in Corso Sempione a Milano, con un menù che ha entusiasmato tutti i presenti.
All'evento, patrocinato dalla Provincia di Ancona, in collaborazione con Assivip è intervenuto all'Assessore alla Cultura Carlo Pesaresi che ha presentato i beni artistici e paesaggistici del territorio anconetano invitando a visitare questa terra e ad assaporare il fascino discreto di una regione capace di far provare grandi emozioni come quelle della cucina.
I giovani cuochi, presentati, sono Mattia del Ristorante "Le Busche" di Montecarotto, Paolo del Ristorante "Il Giardino" di San Lorenzo in Campo, Marco del Ristorante "Da Vittorio" di San Benedetto del Tronto, Mario e Serena D'Alesio del Ristorante "Il Marchese del Grillo" di Fabriano, Andrea del Ristorante "Da Tano" di Fano, Caterina del Ristorante "Symposium" di Cartoceto, Errico del Ristorante "Andreina" di Loreto, Fabrizio del Ristorante "Villa Amalia" di Falconara.
Per la degustazione sono stati preparati dei piatti tradizionali come gli gnocchi con la papera, la polenta condita con il ciauscolo, le frittelle di baccalà e lo stoccafisso all'anconetana, affiancati da elaborazioni sulla tradizione come le olive ascolane ripiene di pesce, la spigola marinata e la trippa di rana pescatrice. Sui tavoli i migliori formaggi e salumi della provincia abbinati alle più note etichette di vini autoctoni marchigiani. La serata è stata chiusa da frappe e zeppole preparate con le ricette della nonna. Più di duecento le persone presenti che hanno potuto gustare una cucina che riesce ad appassionare perché fortunatamente ancora legata alla tipicità, alla cultura e alle tradizioni locali che stupiscono senza bisogno di effetti speciali o abbinamenti impossibili.
Il gene gastronomico marchigiano ha fatto ancora una volta centro. Tutti i piatti preparati nelle cucine dell'Enterprise dai giovani chef hanno dimostrato senza timore alcuno la loro raffinata preparazione, la loro forza nell'abbinare sapori, colori e profumi e conquistare il palato. Un successo che ci invita sin da ora al prossimo evento che li vedrà interpretare ancora la cucina marchigiana in modo autonomo e nuovo alla Bit di Milano. Ma questa è un'altra storia....e se vorrete ve la racconteremo.



Ho assistito alla presentazione di questa nuova organizzazione, quindi lascio questo mio commento con un unico scopo.
La stimolazione all'azione da parte degli elementi del settore presenti nelle altre Regioni italiane.
Finalmente un' organizzazione completa e ben strutturata nel settore:
cuochi, ristoranti, prodotti, vini. La filiera è, a mio avviso, davvero completa.
Ecco un ottimo esempio di collaborazione reale nel settore, un gruppo compatto, affiatato, motivato che dovrebbe diventare un più che valido esempio per le altre organizzazioni nascenti nel paese.
Una molecola che con uno spirito simile a quello dei JRE, rivolge al territorio
la sua passione, le sue energie, il suo amore, per il lavoro e per la loro terra di appartenenza. Si tratta di nuove generazioni, forse più predisposte alla collaborazione che all'individualità del provincialismo, dunque più disponibili al concetto dell'unione che fa la forza, unica vera soluzione per costriure un futuro di consapevolezza e dignità professionale, che per il momento non vede un reale appoggio da parte delle forze istituzionali, sindacali, in questo nostro grandissimo paese, l'Italia.
Preso ad esempio qualitativo in parecchie parti del mondo, addirittura invidiato, e scarsamente considerato invece dai loro stessi abitanti, sono ancora purtroppo troppi a non aver capito l'enorme fortuna che hanno avuto nel loro stesso dna.
Un grandissimo augurio di longevità e performace.
Giovanni Zullo
acena.it o todine.net Guida Ufficiale ai Ristoranti in Internet