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Riccardo Agostini

agostini.jpgÈ l'ultimo arrivato dei cuochi di marca, ma non c'è bisogno di conoscere le parabole evangeliche per prevedere ogni bene. Partito e tornato a Pennabilli con una grande esperienza, dopo tanti anni in giro per i posti giusti (vedi il Povero Diavolo di Torriana), Riccardo Agostini punta sugli animali dell'aia, i profumi e gli aromi di casa per la sua cucina di tradizione contemporanea. "Un sapore di cucina per la storia", recita un commentatore eccellente: per presentarlo è stato scomodato niente di meno che Tonino Guerra, il poeta che risiede in Montefeltro.

Nelle casseruole è finita una quaglia spadellata con salsa di caffè, crema di zucca, fonduta di caciotta e chips di zucca per la nota croccante. Poi il cannellone come tradizione comanda, cavallo di Troia per far breccia nel pubblico tradizionalista con l'appeal delle connotazioni linguistiche. Dentro la ricerca: caglio ed erbe aromatiche da una parte, battuta di capriolo dall'altra, con una salsa di cipolla gialla, birra rossa, cipolla disidratata.  "Abbiamo scelto di lasciare la città per i vantaggi di una location appartata: esci dal locale e trovi di fronte i produttori".
 

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