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    <title>Cuochi di Marca</title>
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    <title>Gusto in Scena ha presentato Cuochi in concerto, dedicato ai grandi chef</title>
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    <published>2010-03-11T11:30:16Z</published>
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    <summary> VENEZIA - Si è conclusa con grande successo di pubblico e di idee la 2° edizione di Gusto in Scena, svoltosi a Venezia al Molino Stucky Hilton Venice dall&apos;1 al 3 marzo. L&apos;evento europeo che ha richiamato oltre 3500 visitatori tra addetti ai lavori, giornalisti ed appassionati, ha visto nel talk show di mercoledì 3 marzo una chiusura che...</summary>
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        <![CDATA[ <span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="cuochi_concerto.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/cuochi_concerto.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="250" width="250" /></span>VENEZIA - Si è conclusa con grande successo di pubblico e di idee la 2° edizione di <b>Gusto in Scena</b>, svoltosi a <b>Venezia al Molino Stucky Hilton Venice</b> dall'1 al 3 marzo. L'evento europeo che ha richiamato oltre 3500 visitatori tra addetti ai lavori, giornalisti ed appassionati, ha visto nel talk show di mercoledì 3 marzo una chiusura che ha suscitato grande interesse. Tre gli appuntamenti della manifestazione: I Magnifici Vini, rassegna di aziende vinicole di Italia, Austria, Francia e Slovenia; Seduzioni di Gola, selezione di prodotti gastronomici rari e preziosi, e Chef in Concerto, dedicato ai grandi chef.
<br /><br />Proprio <b>Chef in Concerto</b> ha «messo al lavoro» grandi chef attorno al tema dell'identità della cucina italiana per arrivare ad un pensiero comune. Forse questo risultato non è stato ottenuto ma sono uscite delle interessanti riflessioni nell'ambito del talk show finale che si è aperto con la risposta di Marcello Coronini: «l'identità della cucina italiana è la capacità dei nostri cuochi di aver interpretato in passato, di interpretare oggi e in futuro, con la loro creatività, la più grande varietà di materie prime esistente in Europa.» Durante il dibattito che ha visto come conduttore <b>Marcello Coronini e come ospiti Fausto Arrighi, Direttore Italia Guida Michelin e Alfonso Jaccarino, Lucio Pompili, Paolo Teverini si sono verificati numerosi interventi</b>.<br /><br /> Definire la cucina italiana non è facile perché ci portiamo dietro l'eredità del Rinascimento che ha visto la nascita di molte cucine legate alle singole regioni, a differenza della Francia, in cui dopo la Rivoluzione è nata una cucina nazionale.

L'unico elemento che unisce quindi l'Italia è la ricchezza di materie prime e la capacità straordinaria dei cuochi di interpretarle.Secondo Coronini «storicamente sono le nonne, le prime a valorizzare le materie locali visto che 100 anni fa in ogni punto del nostro paese si lavorava, per forza di cose, a kilometro zero e si creavano piatti solo con quello che offriva il territorio circostante.<br /><br /> <span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="pompili_gusto.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/pompili_gusto.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="378" width="250" /></span>Ribadisce Alfonso Jaccarino che le nonne sono state le prime depositarie delle ricette italiane, mentre successivamente sono i cuochi ad interpretare e modernizzare la tradizione alleggerendola e adeguandola a un tipo di vita diverso. Grazie a loro, nonostante le difficoltà e le contaminazioni, l'Italia è ancora il paese dove l'influenza etnica è relativa, quello dove si mantiene un carattere preciso. Un'eredità quella delle nonne di cui i grandi chef sono divenuti oggi i depositari, dal momento anche che le donne dedicano sempre meno tempo alla cucina.<br /><br /> Spetta ai cuochi adoperarsi per valorizzare i prodotti rari e speciali del territorio e farli conoscere in modo che i piccoli produttori possano continuare a lavorare. Secondo Fausto Arrighi, tuttavia, la ricerca degli chef spesso non viene del tutto capita dal consumatore, che ancora non apprezza come dovrebbe la grande cucina. Diventa molto importante educare il consumatore e fargli capire che una cucina di un certo livello ha un costo adeguato. Arrighi fa giustamente un paragone con la Francia dove chiunque ritiene importante almeno una volta all'anno pranzare in un grande ristorante.
<br /><br />Per promuovere questa crescita è nato <b>Gusto in Scena</b> che, in un solo luogo, ha richiamato migliaia di visitatori offrendo loro la possibilità di conoscere vini straordinari a <b>I Magnifici Vini</b>, prodotti rari a Seduzioni di Gola e ad avvicinarsi alla ristorazione di eccellenza con Chef in Concerto. I numeri di questo successo, 3500 visitatori, sono la dimostrazione che, anche se il consumatore forse non è ancora del tutto preparato, il suo interesse è alto e va coltivato con eventi come questo.

Anche per questa seconda edizione, Marcello Coronini ha dato ampio spazio ai giovani, ospitando gli allievi di alcuni istituti alberghieri del territorio e, come nel 2008, un gruppo di Jeunes Restaurateur D'Europe che, attraverso la collaborazione del presidente Emanuele Scarello, sono stati informati dell'evento.

<br /><br />Gusto in Scena ha, infine, portato un'interessante prospettiva internazionale, grazie alla partecipazione a Chef in Concerto di cuochi di Spagna, Austria e Slovenia. Da quest'ultimo paese è venuta una provocazione: la proposta della chef stellata Ana Ros di una ricetta a base di carne d'orso. Una proposta che ha forse scioccato qualcuno ma che ha offerto anche ai grandi chef presenti in sala una dimostrazione di come la ricerca possa fare riscoprire materie prime oggi divenute inusuali ma che fanno parte della tradizione culinaria di un paese.<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="pompili_gusto1.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/pompili_gusto1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="266" width="400" /></span><br />
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    <title>Cuochi di Marca in Cina per l&apos;inaugurazione della mostra dedicata a Matteo Ricci</title>
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    <published>2010-03-08T09:50:31Z</published>
    <updated>2010-03-08T10:22:49Z</updated>

    <summary> Forse non tutti sanno che Padre Matteo Ricci (Macerata, 6 ottobre 1552 - Pechino, 11 maggio 1610) è stato un gesuita, matematico e cartografo italiano. La sua azione missionaria nel territorio cinese dal 1582 alla morte, nel 1610, ha segnato la ripresa del cattolicesimo cinese, dopo le origini dell&apos;attività della Chiesa cattolica in Cina con il francescano Giovanni da...</summary>
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        <![CDATA[ <span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="cuochi.JPG" src="http://www.cuochidimarca.it/cuochi.JPG" class="mt-image-none" style="" height="225" width="300" /><br /><br /><img alt="cuochi1.JPG" src="http://www.cuochidimarca.it/cuochi1.JPG" class="mt-image-none" style="" height="225" width="300" /></span><br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="bische.JPG" src="http://www.cuochidimarca.it/bische.JPG" class="mt-image-none" style="" height="225" width="300" /></span><br /><div><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="gamberi.JPG" src="http://www.cuochidimarca.it/gamberi.JPG" class="mt-image-none" style="" height="225" width="300" /></span><br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="menu.JPG" src="http://www.cuochidimarca.it/menu.JPG" class="mt-image-none" style="" height="225" width="300" /></span><br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="tavola_cuochi.JPG" src="http://www.cuochidimarca.it/tavola_cuochi.JPG" class="mt-image-none" style="" height="225" width="300" /></span><br /></div><div><br /></div>



Forse non tutti sanno che <b>Padre Matteo Ricci</b> (Macerata, 6 ottobre 1552 - Pechino, 11 maggio 1610) è stato un gesuita, matematico e cartografo italiano. La sua azione missionaria nel territorio cinese dal 1582 alla morte, nel 1610, ha segnato la ripresa del cattolicesimo cinese, dopo le origini dell'attività della Chiesa cattolica in Cina con il francescano Giovanni da Montecorvino.<br /><br /> Vissuto al tempo della Dinastia Ming, Matteo Ricci ha impresso un forte impulso all'azione evangelizzatrice ed è riconosciuto come uno dei più grandi missionari della Cina
È per questo motivo che la regione marche ha inaugurato una grande mostra dedicata al missionario con la prima tappa a Pechino e di seguito a Nanchino.
<br /><br />Noi come cuochi di marca abbiamo partecipato all'evento organizzando una cena per 450 persone comprendenti le più alte personalità politiche marchigiane, l'ambasciatore italiano a Pechino, e vari ministri del governo cinese, nonché produttori ed artigiani marchigiani con interessi economici presso la Cina.
<br /><br /><b>Diario di bordo</b>.<br />
2 febbraio 2010 partenza ore 6.45 aeroporto di Falconara. Dopo diverse comunicazioni di ritardi sul volo, alle 10.30 ci viene comunicato che il nostro volo è stato cancellato causa maltempo.
Panico ............già si pensava di non riuscire più a partire.
Solo grazie alle ripetute telefonate da parte di Flavio Cerioni della Lanterna all'agenzia di viaggi riusciamo a farci prenotare e cambiare il volo. <br /><br />Si parte da Roma con volo diretto a Pechino. Di corsa con un taxi verso Jesi per prendere il treno.
Ore 18.45 siamo seduti in aereo già stanchi ma felici di partire.&nbsp;


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<p style="margin-bottom: 0cm;">Ore 13.00 del giorno seguente siamo
all'ingresso della hall dell'hotel Park Yatt di Pechino.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se ci si aspetta una imponente hall
come di consueto in alberghi di livello 
</p>
 devo dire che la  prima impressione è stata molto deludente, si entra e ci si trova davanti ad un piccolo desk con una cinesina vestita di nero che ci  indica la strada verso un ascensore.<br /><br />
Ci fanno salire e ......... sorpresa la vera hall si trova al 63esimo piano. Una veduta spettacolare di tutta Pechino imponenti grattacieli sovrastano la città ma si nota da subito l'alto grado di smog che l'avvolge. Dopo il check-in facciamo subito un primo sopralluogo delle cucine. <br /><br />Accompagnati da Giovanni Parrella sous chef executive del  gran park Yatt. Sempre di Pechino, che da anni lavora in Oriente e in vista del nostro arrivo è stato trasferito per  tutta la durata del nostro soggiorno al  nostro hotel.
Un grazie particolare va da noi tutti a questo giovane italiano che si è dimostrato molto  premuroso nei nostri confronti e molto professionale nell'aiutarci a gestire i 40 cuochi che avevamo a disposizione per la realizzazione della cena.<br /><br />
Il servizio
il servizio si è svolto misto una parte come di nostra consuetudine e una parte è stato servito alla cinese, cioè portando le pietanze al centro del tavolo preparato con una ruota centrale che i commensali facevano ruotare per passarsi il cibo il tutto coadiuvato dal bravo Flavio che aveva a disposizione 90 camerieri.
  <br /><br /><b>Il menu della serata</b>:
aperitivo con olive ascolane, porchetta di maiale, bruschette e gamberi fritti. Fagioli con cotiche e salsiccia, zuppa di ceci e rosmarino, lenticchie e spumoni di baccalà, insalatina di calamari alla sanbenedettese, rigatoni farciti di pesce e cannelloni di carne alla marchigiana.
<br /><br />Primi piatti
Lasagne Antonio Nebbia<br /><br />
Secondi
Astice alla griglia con patate farcite di mazzancolle e salsa di patate arrostita, pollo in potacchio all'anconetana, misto di verdure fritte
Dessert
Semifreddo al mascarpone con salsa di moretta alla fanese.
Pane e focacce
Biscotteria secca.
Vini sponsorizzati dall'az. Moncaro<br /><br />La serata si è svolta alternando musica, sfilate di alta moda marchigiana, e naturalmente il cibo, in uno scenario molto suggestivo dove la tempistica era forse la nostra maggior preoccupazione in quanto avevamo ricevuto disposizioni che la serata doveva terminare entro le 22.30 puntuali serviamo il dessert,  saliamo sul palco dove riceviamo con soddisfazione i complimenti da parte del nostro Presidente Gian Mario Spacca e dall'Ambasciatore italiano.<br /><br /> 
<b>In cucina</b>
<br />Rosaria Morganti ristorante i Due Cigni
<br />Vittorio Cameli ristorante da Mattia
<br />Andrea Angeletti ristorante Le Busche
<br />Giovanni Parrella sous chef executive Gran Park Yatt
<br />In sala 
Flavio Cerioni ristorante La Lanterna

<br /><br /><i>Andrea Angeletti</i>]]>
        
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    <title>Risorgimento italiano, riflessioni sull&apos;evento a Portonovo</title>
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    <published>2010-03-08T09:29:59Z</published>
    <updated>2010-03-08T09:42:34Z</updated>

    <summary>Si chiama &quot;Risorgimento marchigiano&quot; il piano messo a punto il 22 febbraio, nel fortino napoleonico di Portonovo dall&apos;Associazione dei Cuochi di Marca, capitanata da Lucio Pompili, e dalla Regione Marche, rappresentata dal Presidente Gian Mario Spacca. Si compone di una serie di azioni volte a prendere di contropiede la crisi economica che ci assedia, prospettando nuove possibilità di sviluppo per...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="vino_form.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/vino_form.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="156" width="230" /></span>Si chiama "<b>Risorgimento marchigiano</b>" il piano messo a punto il 22 febbraio, nel fortino napoleonico di Portonovo dall'Associazione dei Cuochi di Marca, capitanata da Lucio Pompili, e dalla Regione Marche, rappresentata dal Presidente Gian Mario Spacca. Si compone di una serie di azioni volte a prendere di contropiede la crisi economica che ci assedia, prospettando nuove possibilità di sviluppo per il territorio.<br /><br /> Perché Portonovo? Fresco dell'ammissione nell'associazione, il consorzio dei suoi ristoranti porta su scala micro la dinamica cooperativa dei Cuochi di Marca, pronta a proiettarsi su scala macro lungo l'Adriatico e persino oltre il mare, sotto il segno e il sogno di una cucina adriatica che precisi il mito della mediterraneità. Il paese sarà anche al centro di un progetto di restyling di prossima presentazione, che spazierà dalla formazione al turismo, per vie produttive e agricole.<br /><br />Diverse le iniziative sul tappeto. Per cominciare le nuove porte spalancate sul turismo regionale, presso l'aeroporto di Falconara e il porto di Ancona: lungi dal fornire un'accoglienza impersonale, grazie all'inaugurazione di punti di ristoro dei Cuochi di Marca forniranno al primo approdo un genuino assaggio di territorio.
<br /><br />Poi la precisazione delle sinergie trasversali attivate fra il sistema della formazione, l'agricoltura, il turismo e nello specifico la ristorazione. I Cuochi di Marca sono ormai un soggetto formativo riconosciuto dalle istituzioni, partner delle Università e delle Scuole Alberghiere; dopo avere animato il Corso di Ambasciatore Territoriale dell'Enogastronomia,  collaboreranno  al nuovo Istituto Tecnico Superiore per migliorare la qualità del servizio e dell'accoglienza.<br /><br />Addentellati da tenere bene oliati per le nuove generazioni, un capitale umano da tesaurizzare non meno delle 400 varietà di grano autoctono.
A nome del comparto, i Cuochi di Marca hanno chiesto alle istituzioni un piano speciale per il prossimo triennio in supporto di chi lavora per la qualità e la tipicità. Pronta la risposta di Spacca, già insignito del titolo di presidente onorario dei Cuochi di Marca:  "La regione Marche vanta il primato nazionale nel campo industriale e manifatturiero, ma questa crisi mette sotto i nostri occhi l'esigenza di avviare una nuova fase. Il volano per lo sviluppo a venire saranno il turismo, il commercio e la cultura, grazie ad altri primati. Quelli della densità di teatri storici, biblioteche, musei... e anche il primato dell'enogastronomia, con tutte le sue eccellenze. Le Marche sono una regione peculiare, policentrica e priva di un cuore metropolitano. In questo senso sarà necessario lavorare su reti di qualità. Dobbiamo imparare a comunicare e a distribuire meglio i nostri prodotti, anche quelli di nicchia. Perché le Marche non vogliono restare un segreto di iniziati".
<br /><br />La nuova cucina marchigiana come cuore di un altro modello di sviluppo. Per raggiungere lo scopo, uno strumento valido sarà il marchio Q.M., Qualità Marche, che dopo avere certificato la filiera delle eccellenze regionali è stato esteso alla ristorazione. Fornisce una serie di parametri grazie ai quali il supporto alla ristorazione di qualità diventerà più pervasivo e trasparente, stringendo lacci strettissimi con la formazione, l'ambiente, la produzione agricola e artigianale. <br />]]>
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    <title>Convegno a Portonovo sul turismo marchigiano</title>
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    <published>2010-02-16T10:11:49Z</published>
    <updated>2010-02-16T10:29:41Z</updated>

    <summary>Lunedì 22 febbraio a Portonovo di Ancona ore 10Assemblea Cuochi di Marca ore 11.30 Convegno sul futuro del turismo marchigiano e progetto per Portonovo come punta di diamante della regione interverrà il Presidente della Regione Marche Spacca e autoritàcon la partecipazione di CNA, Confesercenti, Confcommercio e produttori eccellenti marchigiani Vi aspettiamo numerosi!...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="portonovo.JPG" src="http://www.cuochidimarca.it/portonovo.JPG" class="mt-image-none" style="" height="300" width="400" /></span><br /><br /><b>Lunedì 22 febbraio a Portonovo di Ancona</b><br /><br />
ore 10<br />Assemblea Cuochi di Marca <br />
<br />ore 11.30<br />
Convegno sul futuro del turismo marchigiano<br />
e progetto per Portonovo come punta di diamante della regione<br />
<br />
interverrà il Presidente della Regione Marche Spacca e autorità<br /><br />con la partecipazione di<br />
CNA, Confesercenti, Confcommercio e produttori eccellenti marchigiani<br />
<br />
Vi aspettiamo numerosi! ]]>
        
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    <title>Altre foto da identità golose</title>
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    <published>2009-07-23T10:09:20Z</published>
    <updated>2009-07-23T10:14:40Z</updated>

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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="1.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/img/1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="503" width="500" /></span> <div><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="2.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/img/2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="448" width="300" /></span><br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="3.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/img/3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="448" width="300" /></span><br /></div><div><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="4.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/img/4.jpg" class="mt-image-none" style="" height="448" width="300" /></span><br /></div><div><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="5.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/img/5.jpg" class="mt-image-none" style="" height="375" width="500" /></span><br /></div><div><br /></div>]]>
        
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    <title>IDENTITA&apos; GOLOSE PARLANO MARCHIGIANO</title>
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    <published>2009-02-12T19:21:04Z</published>
    <updated>2009-02-13T10:45:32Z</updated>

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        <name>Fabrizio Ridolfi</name>
        
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</div><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="gfdrid.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/gfdrid.jpg" class="mt-image-none" style="" width="500" height="341" /></span><br /><br /><div align="left">I Gran Figli di...Cuochi di Marca a Milano per far conoscere una cucina marchigiana giovane e creativa.<br /></div><br />E' stato un vero successo. Si sono presentati prima con le immagini di un video, poi a parole ed infine con i piatti. Giovani, simpatici, professionisti attenti, legati alla loro terra, alle tradizioni tramandate dai genitori ma pronti a sfidare il mondo gastronomico con proposte che non sono mai azzardate ma nuove ed entusiasmanti. Sono i giovani chef marchigiani, i "Gran Figli di... Cuochi di Marca" che giovedì 5 febbraio a Milano si sono proposti al grande pubblico ed alla stampa&nbsp; specializzata nel contesto di Identità Golose, il Congresso italiano di cucina d'autore giunto alla sua quinta edizione. Un appuntamento annunciato sin dal loro primo incontro, quello tenuto lo scorso dicembre&nbsp; al Marchese del Grillo di Fabriano,&nbsp; che li ha visti subito soggetti principali di una scena culinaria antica e ricca di tradizioni, come quella marchigiana, con il loro entusiasmo e la forza che chi è giovane mette in tutto quello che fa. <br /><br />Una serata incredibilmente fatata quella organizzata da Savino Vurchio, Editor della nota rivista Sapori e Piaceri, all'Hotel Interprise in Corso Sempione a Milano, con un menù che ha entusiasmato tutti&nbsp; i presenti.<br /><br />All'evento, patrocinato dalla Provincia di Ancona, in collaborazione con Assivip è intervenuto all'Assessore alla Cultura Carlo Pesaresi che ha presentato i beni artistici e paesaggistici del territorio anconetano invitando a visitare questa terra e ad assaporare il fascino discreto di una regione capace di far provare grandi emozioni come quelle della cucina.<br /><br />I giovani cuochi, presentati, sono Mattia del Ristorante "Le Busche" di Montecarotto, Paolo del Ristorante "Il Giardino"&nbsp; di San Lorenzo in Campo, Marco del Ristorante "Da Vittorio" di San Benedetto del Tronto, Mario e Serena D'Alesio del Ristorante "Il Marchese del Grillo"&nbsp; di Fabriano, Andrea del Ristorante&nbsp; "Da Tano" di Fano, Caterina del Ristorante "Symposium" di Cartoceto, Errico del Ristorante "Andreina" di Loreto, Fabrizio del Ristorante "Villa Amalia" di Falconara.<br /><br />Per la degustazione sono stati preparati dei&nbsp; piatti tradizionali come gli gnocchi con la papera, la polenta condita con il ciauscolo, le frittelle di baccalà e lo stoccafisso all'anconetana, affiancati da elaborazioni sulla tradizione come le olive ascolane ripiene di pesce, la spigola marinata e la trippa di rana pescatrice. Sui tavoli i migliori formaggi e salumi della provincia abbinati alle più note etichette di vini autoctoni marchigiani. La serata è stata chiusa da frappe e zeppole preparate con le ricette della nonna. Più di duecento le persone presenti che hanno potuto gustare una cucina che riesce ad appassionare perché fortunatamente ancora legata alla tipicità, alla cultura e alle tradizioni locali che stupiscono senza bisogno di effetti speciali o abbinamenti impossibili.<br /><br />Il gene gastronomico marchigiano ha fatto ancora una volta centro.&nbsp; Tutti i piatti preparati nelle cucine dell'Enterprise dai giovani chef hanno dimostrato senza timore alcuno la loro raffinata preparazione, la loro forza nell'abbinare sapori, colori e profumi e conquistare il palato. Un successo che ci invita sin da ora al prossimo evento che li vedrà interpretare ancora la cucina marchigiana in modo autonomo e nuovo alla&nbsp; Bit di Milano. Ma questa è un'altra storia....e se vorrete ve la racconteremo.<br /><br /><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><o:p></o:p></span></p>

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    <title>Moreno Cedroni</title>
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    <published>2009-02-12T11:38:33Z</published>
    <updated>2009-02-12T11:53:39Z</updated>

    <summary>Fresco fresco della vittoria al premio svedese della pesca, dopo Pick e Nobu, parimerito con Uliassi, Moreno Cedroni ha dato libero sfogo al suo entusiasmo. &quot;Due paroline introduttive sulle Marche: una parte di me ha lavorato sul territorio, un&apos;altra fuori. Per quanto riguarda la regione, si mangia bene dappertutto, perché ci sono ricette tipiche buonissime e io volevo fare capire...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="cedroni.JPG" src="http://www.cuochidimarca.it/img/cedroni.JPG" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" width="600" height="626" /></span><br />Fresco fresco della vittoria al premio svedese della pesca, dopo Pick e Nobu, parimerito con Uliassi, Moreno Cedroni ha dato libero sfogo al suo entusiasmo. "Due paroline introduttive sulle Marche: una parte di me ha lavorato sul territorio, un'altra fuori. Per quanto riguarda la regione, si mangia bene dappertutto, perché ci sono ricette tipiche buonissime e io volevo fare capire come un cuoco può trasformarle senza danneggiarle. <br /><br />Per esempio il baccalà all'anconetana, di cui adoro le patate che assumono il sapore del baccalà, mentre il pesce diventa stopposo e l'olio resta troppo abbondante. Per sgrassare in maniera elegante e senza sale, uso l'acidità di una salsina con brodo di pesce, lime e lemon grass, dalle note un po' fusion-thai, con il collagene della pelle per un effetto maionese. Poi il baccalà in oliocottura, cui si aggiungono le patate scottate e ripassate nell'intingolo. Poche tecnologie, perché è bello rendere le cose difficili facili, anziché viceversa".<br /><br />Dopo il primo sapore delle Marche, un bel tuffo nel blu. Quello della cucina che nuota al largo, nelle acque agitate dell'avanguardia. Dopo il mare imitato con la patata viola dello scorso anno, il colore anti-gastronomico per antonomasia è tornato protagonista grazie al cavolo viola. Il blu che se ne estrae con la bollitura può colorare qualsiasi cosa, soprattutto il bianco, ed ecco la seppia mimetizzata nel suo ambiente. "Attorno a questa idea ho voluto creare un piatto: un'insalata di riso con verdure alla griglia, aceto, zucchero e sale per la nota agrodolce sushi style. Fra blu e bianco però mancava un colore, che ho trovato in patate, carote e piselli alla maionese, per giocare con l'insalata russa, modellata a quenelle e gelificata. Per finire una maionese alla xantana con la barbabietola, senza le influenze cromatiche e gustative del tuorlo, e foglie di cavolo per il vegetale". <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Aurelio Damiani</title>
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    <published>2009-02-11T11:23:01Z</published>
    <updated>2009-02-11T11:27:19Z</updated>

    <summary>Per inquadrare Aurelio Damiani occorrono due liste: quella del numero di cose che ama cucinare e i dettami spazio-temporali entro cui gli piace inserirle. La prima lista include praticamente tutto: pesce, verdure, animali da cortile, cacciagione. La seconda gli impone di filtrare gli oggetti edibili attraverso le variabili di una cucina «spontanea» (definizione sua): la spesa che quel mattino gli...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="damiani.JPG" src="http://www.cuochidimarca.it/img/damiani.JPG" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" width="300" height="452" /></span>Per inquadrare Aurelio Damiani occorrono due liste: quella del numero di cose che ama cucinare e i dettami spazio-temporali entro cui gli piace inserirle. La prima lista include praticamente tutto: pesce, verdure, animali da cortile, cacciagione. La seconda gli impone di filtrare gli oggetti edibili attraverso le variabili di una cucina «spontanea» (definizione sua): la spesa che quel mattino gli regala il mercato, se in quel momento officia nel ristorante in riva al mare piuttosto che in quello dell'entroterra, la stagione, il meteo. <br /><br />Parliamo di patate «che già lesse, con olio buonissimo e due chicchi di sale mettono insieme un piatto fantastico», nonostante l'immaginario quaresimale e vagamente ospedaliero. Ma qui la patata si veste da millefoglie in tripla consistenza: croccante, cremosa, in salsa. Triplice anche l'origine: c'è quella rossa di Visso, quella bianchissima (fiocco di neve) di Montemonaco e quella di Colle San Marco, "altissima" perché coltivata ai piedi dei Monti Sibillini (7-800 metri di altitudine). E poi le cozze adriatiche.<br />&nbsp;<br />A seguire un'altra crema di patate, con tartufo nero pregiato dei Sibillini a cubetti secondo un abbinamento paludato. Dacci oggi la nostra padella quotidiana: un grande cuoco allergico alle grammatura e devoto all'ingrediente, che ha fatto della cucina una scelta di vita. <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Michele Biagiola</title>
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    <published>2009-02-10T18:55:14Z</published>
    <updated>2009-02-10T18:58:45Z</updated>

    <summary>La terza punta di diamante della jeune cuisine marchigiana si chiama Michele Biagiola, un novello Lopriore dal minimalismo ficcante e imprevedibile. Il tema del suo intervento, la concezione del chilometro sotto zero, allude al grande atout delle Case, ristorante dall&apos;appeal rassicurante che può contare su una nuova cuccagna. Sono i prodotti che vengono coltivati o allevati subito dietro la porta...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="biagiola.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/img/biagiola.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" width="600" height="399" /></span><br />La terza punta di diamante della jeune cuisine marchigiana si chiama Michele Biagiola, un novello Lopriore dal minimalismo ficcante e imprevedibile. Il tema del suo intervento, la concezione del chilometro sotto zero, allude al grande atout delle Case, ristorante dall'appeal rassicurante che può contare su una nuova cuccagna. Sono i prodotti che vengono coltivati o allevati subito dietro la porta del ristorante, a cominciare dagli ortaggi e dalle erbe di Elvia. "Nella carta del ristorante c'è un menu vegetariano a parte", racconta la figlia Francesca, anima della casa. "Bando agli esotismi però: non cerchiamo stranezze ma nuove proposte per i nostri sapori". <br /><br />Per cominciare le tagliatelle cotte all'acqua delle biete, servite con coste saltate, scorza di limone, centrifugato di biete. Sono tecniche semplicissime per mettere a nudo le proprietà del vegetale, a cominciare da ferrosità e tannini.<br /><br />Poi la passatina di finocchi e spinaci con pimpinella, caccialepre, origano, acetosella, mela selvatica, fiorellini vari... è l'orto nel piatto, finestra sulla campagna delle Case. Anche gli strumenti dell'analisi sensoriale possono servire per conoscere meglio ed esaltare il terroir, secondo il concetto di cucina olistica illustrato dall'esperta sul palco. <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Riccardo Agostini</title>
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    <published>2009-02-10T11:17:16Z</published>
    <updated>2009-02-10T11:22:51Z</updated>

    <summary>È l&apos;ultimo arrivato dei cuochi di marca, ma non c&apos;è bisogno di conoscere le parabole evangeliche per prevedere ogni bene. Partito e tornato a Pennabilli con una grande esperienza, dopo tanti anni in giro per i posti giusti (vedi il Povero Diavolo di Torriana), Riccardo Agostini punta sugli animali dell&apos;aia, i profumi e gli aromi di casa per la sua...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="agostini.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/img/agostini.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" width="300" height="451" /></span>È l'ultimo arrivato dei cuochi di marca, ma non c'è bisogno di conoscere le parabole evangeliche per prevedere ogni bene. Partito e tornato a Pennabilli con una grande esperienza, dopo tanti anni in giro per i posti giusti (vedi il Povero Diavolo di Torriana), Riccardo Agostini punta sugli animali dell'aia, i profumi e gli aromi di casa per la sua cucina di tradizione contemporanea. "Un sapore di cucina per la storia", recita un commentatore eccellente: per presentarlo è stato scomodato niente di meno che Tonino Guerra, il poeta che risiede in Montefeltro.<br /><br />Nelle casseruole è finita una quaglia spadellata con salsa di caffè, crema di zucca, fonduta di caciotta e chips di zucca per la nota croccante. Poi il cannellone come tradizione comanda, cavallo di Troia per far breccia nel pubblico tradizionalista con l'appeal delle connotazioni linguistiche. Dentro la ricerca: caglio ed erbe aromatiche da una parte, battuta di capriolo dall'altra, con una salsa di cipolla gialla, birra rossa, cipolla disidratata.&nbsp; "Abbiamo scelto di lasciare la città per i vantaggi di una location appartata: esci dal locale e trovi di fronte i produttori".<br />&nbsp; <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Carmine Calò</title>
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    <published>2009-02-09T12:17:07Z</published>
    <updated>2009-02-09T12:21:15Z</updated>

    <summary>Fresco del trasferimento al Caffè Meletti di Ascoli, dove inaugurerà la sua maison in marzo, Carmine Calò ha portato sul palco la simpatia travolgente della sua marchigianità di elezione, da bravo irpino che qui ha visto nascere la sua seconda vita di cuoco.E il suo talento ha superato la prova del dna. Dal predessert con il vincotto al posto dell&apos;alkermes...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="calo.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/img/calo.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" width="600" height="476" /></span><br />Fresco del trasferimento al Caffè Meletti di Ascoli, dove inaugurerà la sua maison in marzo, Carmine Calò ha portato sul palco la simpatia travolgente della sua marchigianità di elezione, da bravo irpino che qui ha visto nascere la sua seconda vita di cuoco.<br /><br />E il suo talento ha superato la prova del dna. Dal predessert con il vincotto al posto dell'alkermes e la crema sifonata alla ricetta prescelta, la preparazione antonomastica di Ascoli, le olive. Nel ripieno solo coniglio cutterizzato al posto del classico mix di carni, fuori una panatura in crosta di pane, con una listarella nature avvolta tutt'intorno, prima della frittura in extravergine a 160 °C.<br /><br />Poi c'è la variante delle olive alla sanbenedettese, farcite di pesce, troppo spesso attinto dagli scarti e di consistenza stoppacciosa. Carmine preferisce la coda di rospo, cotta a bassa temperatura in olio di oliva e cutterizzata, con l'aggiunta di scampetti per un ripieno simbolo dell'Adriatico centrale.<br /><br /> <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Viva i figli di .. </title>
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    <published>2009-02-09T11:49:47Z</published>
    <updated>2009-02-09T11:50:42Z</updated>

    <summary>Sono passate troppo in fretta queste due giornate, abbiamo avuto momenti di tensione ma anche di soddisfazione ed euforia culminata con un allegria generale!!!! ...come dimenticare la serata del 5Momenti indimenticabili....Viva i figli di .. colleghi ma soprattutto amici, sempre più motivati a raggiungere il loro obbiettivo!Un ringraziamento particolare all&apos; Associazione Cuochi di Marca nella veste del nostro Presidente Lucio...</summary>
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        <![CDATA[Sono passate troppo in fretta queste due giornate, abbiamo avuto momenti di tensione ma anche di soddisfazione ed euforia culminata con un allegria generale!!!! ...come dimenticare la serata del 5<br />Momenti indimenticabili....<br />Viva i figli di .. colleghi ma soprattutto amici, sempre più motivati a raggiungere il loro obbiettivo!<br />Un ringraziamento particolare all' Associazione Cuochi di Marca nella veste del nostro Presidente Lucio Pompili, a Savino Vurchio, al "nostro" Claudio Desideri e a tutti quelli che ci hanno sostenuto e&nbsp; accompagnato in questa avventura.<br />Siamo troppo forti!!!<br /><br />Andrea Gaudenzi - Da Tano ]]>
        
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    <title>Lucio Pompili</title>
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    <published>2009-02-06T16:48:41Z</published>
    <updated>2009-02-06T16:55:55Z</updated>

    <summary>E finalmente il grande giorno: la regione Marche ha tenuto banco oggi al quinto congresso di Identità Golose. Una e plurale come vuole il suo nome, ha indossato le vesti di un filotto di grandissimi chef per riassumere il circolo virtuoso delle sue emozioni.Apripista honoris causa Lucio Pompili, eroe fondatore di una scuola in fermento. Ed ecco sul palco i...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="pompili.jpg" src="http://www.cuochidimarca.it/img/pompili.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" width="600" height="399" /></span><br />E finalmente il grande giorno: la regione Marche ha tenuto banco oggi al quinto congresso di Identità Golose. Una e plurale come vuole il suo nome, ha indossato le vesti di un filotto di grandissimi chef per riassumere il circolo virtuoso delle sue emozioni.<br /><br />Apripista honoris causa Lucio Pompili, eroe fondatore di una scuola in fermento. Ed ecco sul palco i suoi Cuochi di Marca, dalla signora dei fornelli Rosaria Morganti a Flavio Cerioni, Marco Cameli, Aurelio Damiani, Moreno Cedroni, Michele Biagiola, Alberto Melagrana, Riccardo Agostini, Carmine Calò, Massimo Emiliozzi. Trentatré cuochi in fila per 7, come gli interpreti che si sono avvicendati sul palco.<br /><br />Cucina d'autore per Pompili significa adattarsi al tempo del valzer: «Fare un passo indietro per farne due avanti; lo dico per tutti quei giovani cuochi che non hanno ancora trovato una loro strada. Occorre tornare al dialogo coi produttori, strappare i giovani alle fabbriche per dare loro un sogno ai fornelli oppure nei campi. E poi bisogna tornare ai piatti di sapori, profumi e consistenze riconoscibili, contro i filetti dei filetti che hanno invalso nei ristoranti mondiali».<br />Tema dell'intervento pane e salame, merenda evergreen che porge il destro per presentare nomi e cognomi delle Marche golose. «Il pane è lo still life del cuoco, una presentazione, un segno distintivo del carattere». Per questo Lucio è partito alla ricerca di grani straordinari, dimenticati ai bordi delle strade: «Un tempo la provincia di Pesaro utilizzava 400 varietà. Oggi ne sopravvivono solo 30, delle quali se ne utilizzano 6».<br />&nbsp;<br />Quello del Symposium è un pane contro l'omologazione, preparato con un lievito madre a base di cachi secondo un procedimento minuzioso: «Solo scoprendo il valore della fatica la nostra civiltà tornerà ad addormentarsi senza ricorrere a pasticche».<br />&nbsp;<br />E il salame? Viene ricavato dai cinghiali che sguazzano nella vallata del Symposium, rispettando le tecniche ancestrali dei norcini marchigiani. Il sipario sul profeta agreste cala sotto forma di Insalata selvatica con petto di starna e fiocchi croccanti di castagne: di quarta generazione perché biologica, lavata e confezionata a mano e assemblata da sementi rare quali caccialepre, pimpinella e grugno. Ma la starna apre anche il capitolo selvaggina: un volo di rapina a ghermire qualche emozione dall'ultimo libro di Lucio, A caccia di sapori, presentato sul palco con gli autori.<br />&nbsp;<br />Nel suo intervento Lucio ha chiamato a raccolta gli artigiani che fanno équipe col Symposium, secondo il concetto cooperativo che gli è proprio: il produttore di olio al limone, il giovane fornaio, ma anche la bellissima moglie Cristina con le tre figlie, Caterina, Rosita e Isotta.<br /><br /> <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Quei gran figli di... Cuochi di Marca</title>
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    <published>2009-02-05T17:19:02Z</published>
    <updated>2009-07-13T17:43:10Z</updated>

    <summary>Appuntamento alle 18,30 all&apos;Hotel Enterprise in corso Sempione con Quei gran figli di... &quot;Cuochi di Marca&quot; (www.queigranfiglidi.it ). Sono Serena e Mario d&apos;Alesio del Marchese del Grillo di Fabriano, Caterina Pompili del Symposium, Marco Cameli di Da Vittorio, Errico Recanati di Andreina, Andrea Gaudenzi di Da Tano, Paolo Biagiali del Giardino, Mattia Angeletti delle Busche, Fabrizio Ridolfi di Villa Amalia,...</summary>
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        <![CDATA[Appuntamento alle 18,30 all'Hotel Enterprise in corso Sempione con Quei gran figli di... "Cuochi di Marca" (<a href="http://www.queigranfiglidi.it/" rel="nofollow">www.queigranfiglidi.it</a> ). <br /><br />Sono Serena e Mario d'Alesio del Marchese del Grillo di Fabriano, Caterina Pompili del Symposium, Marco Cameli di Da Vittorio, Errico Recanati di Andreina, Andrea Gaudenzi di Da Tano, Paolo Biagiali del Giardino, Mattia Angeletti delle Busche, Fabrizio Ridolfi di Villa Amalia, appassionatamente insieme per presentare il loro balzo di tigre nel futuro. <br /><br />Si definiscono una "mascotte operativa" della gastronomia regionale e intendono portare avanti la cultura e i locali blasonati dei genitori. "Bellissima iniziativa: è importante che i genitori abbiano fiducia nei figli e consentano loro di spiccare il volo in piena autonomia", ha commentato Paolo Marchi, annunciando l'iniziativa dal palco.<br /><br /> ]]>
        
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    <title>Dopo il defilé, la festa</title>
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    <published>2009-02-04T18:45:20Z</published>
    <updated>2009-02-05T17:24:52Z</updated>

    <summary>Tutte le feste che si rispettano si concludono a tavola: ed è così che dopo il denso defilé sul palco del congresso, i Cuochi di Marca si sono dati appuntamento in via Victor Hugo numero 4 alle 21, ospiti Carlo Cracco e Matteo Baronetto. Non è mica facile soddisfare il palato di cuochi professionisti, ma questo forse è stato lo...</summary>
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        <![CDATA[Tutte le feste che si rispettano si concludono a tavola: ed è così che dopo il denso defilé sul palco del congresso, i Cuochi di Marca si sono dati appuntamento in via Victor Hugo numero 4 alle 21, ospiti Carlo Cracco e Matteo Baronetto. Non è mica facile soddisfare il palato di cuochi professionisti, ma questo forse è stato lo stimolo decisivo per una performance niente male, sulla quale è fiorito un intenso dibattito.<br /><br />Lucio Pompili per cominciare ha proposto allo chef una spruzzata di olio spray sulle sue verdurine essiccate in amusebouche; a seguire la classicissima insalata russa caramellata prima di entrare nel vivo degli antipasti. Memorabili le alici con puntar elle, foglie di dattero e tartufo, piatto presentato al congresso che contamina i fogli dei passati quaderni con uno dei binomi cult della casa; la trippa di baccalà a zuppetta con il caprino, un inno improvvisato alla pungenza; gli spaghetti con la colatura di alici spadellati personalmente dallo chef a fine menu, tanto per chiudere il cerchio. Poi le carni... già ma cosa sono i tachis? "Sì sì, quella roba che in Francia chiamano crosnes..."&nbsp; E gli chef se ne fanno portare una manciata nature al tavolo a scopo pedagogico.<br /><br />&nbsp;"Bene, vedo una cucina debullizzata. Sono piatti di un grande classicismo con cotture impeccabili", commenta Lucio, spingendosi&nbsp; fino a citare la transavanguardia (secondo Achille Bonito Oliva, la capacità di andare avanti guardando di lato o addirittura indietro). E la conversazione si impenna...<br /><br />Nei bicchieri nel frattempo una sfilata di chicche, selezionate da un supercarico Luca Gardini in dialogo elettivo con zio Lucio:&nbsp; dopo il prosit in onore di una giornata memorabile, celebrato da una Riserva del Fondatore, un bel Riesling ha sparato nelle narici tutta la sua spinta minerale. Poi i grandi rossi della casa, fra cui un Chianti e un Sangiovese Monsanto campioni di gusto italiano. "Sono questi i miei vini", esclama Luca, mentre Lucio si appunta i riferimenti del produttore. Tripudio finale per il Barolo Borgogno 1955, millesimo di Lucio, simile a lui per tempra ed avvolgenza, avvinghiato a una parabola che non ha proprio intenzione di scendere! ]]>
        
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