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Damiani e Rossi

Il ristorante

damiani-rossi-staff.jpgI nomi sono due, rispettivamente per Aurelio, lo chef, e per Ornella, sua moglie; ma anche i ristoranti fanno il paio, uno consacrato alla carne per i mesi freddi, l'altro 100% pesce in riva al mare. Un ritmo binario che non lascia tregua al suo artefice: "Sono un irrequieto", dice Aurelio. "Ho sempre bisogno della prossima sfida". Anche se l'atmosfera è di pieno relax: una casa colonica elegante sulle colline, oppure un vecchio stabilimento balneare ristrutturato, tutto legno, vetro e ombrelloni per turisti gourmet. In entrambi i casi appena una trentina di coperti: il massimo per chi non vuole rinunciare a gestire in prima persona i fornelli.

Lo Chef

damiani-rossi-chef.jpgNato a Ripa Transone da una famiglia di contadini, Aurelio si è trasferito a Porto San Giorgio nel 1968, in seguito all'acquisto di un terreno. Di quelle matrici resta "tutto": l'orto coltivato da mamma Viola, a 1 km dallo chalet, ma anche lo spirito delle ricette. "Sono come fondamenta", dice. "La mia frittata con le cipolle è la stessa, anche se la servo con le ostriche e l'acqua di mare". La ristorazione è entrata nel suo orizzonte alla fine della scuola dell'obbligo, lavorando come cameriere. Da qui l'alberghiero a San Benedetto del Tronto e una serie di esperienze che hanno fatto divampare la passione, come la parentesi londinese al San Lorenzo, intrapresa più che altro per seguire gli idoli del rock. "Ma sono un autodidatta", dice; e anche un apripista, perché a quei tempi la cucina marchigiana sonnecchiava.

È datata '77 l'inaugurazione del primo ristorante, Iemo al fogaro' a Torre di Palme, un locale subito all'avanguardia che riceve il plauso di Luigi Veronelli. Un'iniezione di fiducia che porta Aurelio a interessarsi della rivoluzione marchesiana e delle nouvelle cuisine agli albori. "Mangiare in via Bonvesin de la Riva è stata un'esperienza scioccante: sono rimasto entusiasta, carico di voglia di provare e riprovare. La prima battaglia è stata far sparire le fiamminghe in favore del servizio al piatto; poi rinnovare la cucina del territorio correggendola tecnicamente, come faceva Marchesi in quegli anni. Vedi i vincisgrassi monoporzione alleggeriti al tartufo, o tante altre ricette legate ai miei ricordi d'infanzia".

Nel 1984 la svolta e il successo, con la conversione alla cucina di mare alla Capannina di Porto San Giorgio, mentre tutt'intorno la scena marchigiana comincia a impennarsi. Nel '95 scatta il ritorno alla carne, con l'inaugurazione della trattoria, e nel 2006 il pendolarismo con lo chalet, instaurando reciproci feed back: "La mia è una cucina del mercato: sono io a fare la spesa, è il momento più divertente della giornata e mi ispira i piatti da cucinare, che cambiano quotidianamente. In giro predomina la tecnica, ma io amo la padella, che dà immediatezza al piatto come qualcosa di spontaneo, senza la standardizzazione del sottovuoto e delle grammature".

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Damiani e Rossi

Via della Misericordia, 7 Porto San Giorgio

Tel. 0734/674401

Sito internet: -

Email: damianierossi@libero.it

Note: Chiuso lunedì e martedì .